Dalle olive alle startup, ecco gli incubatori del buon gusto

FONTE: CORRIERE.IT di Iolanda Barera

Ricerca e sviluppo sono sempre più aperti a “contributi esterni”. Anche le aziende del Food stanno investendo su piccole imprese ad alto tasso d’innovazione (di tutto il mondo). L’ultima iniziativa è “Foodforward”, un programma di accelerazione lanciato da Deloitte appena qualche giorno fa.

I partner industriali, Amadori, Cereal Docks e Finiper (il gruppo di Iper e Unes), sono a caccia di startup, anche in fase di costituzione, per sviluppare i nuovi business del futuro. E ne selezioneranno fino a 7 (la call chiude il 29 luglio) che si divideranno un investimento iniziale in equity di 150mila euro (ma la volontà è di investirci ulteriormente) e un supporto in termini di servizi e di consulenza fornito dall’incubatore Digital Magics. L’idea è di fare di Milano un hub internazionale del foodtech.

Si stanno moltiplicando i nomi (pure italiani) del settore cibo che puntano sull’innovazione condivisa. Anche Barilla in Emilia si muove in questa direzione: lo scorso novembre ha inaugurato “Blu1877”, uno strumento di venture capital per attirare da tutto il globo imprese in grado di partorire novità in campo alimentare (metterà a disposizione i suoi oltre 8.000 metri quadrati di infrastruttura di ricerca e sviluppo tecnologicamente all’avanguardia). Il focus, in questo caso, è soprattutto sui prodotti ispirati alla dieta mediterranea. Per candidarsi basta compilare il form dedicato sul sito web. Un team di esperti del gruppo valuterà, poi, le proposte da “coltivare”.

Un altro punto di riferimento per chi ha progetti nell’ambito è Startupbootcamp FoodTech a Roma. E’ partito nel 2016 e investe in 10 startup ogni anno, offrendo finanziamenti, tutoraggio, spazi di lavoro e accesso a un network di investitori e società di venture capital. Monini, uno dei partner industriali, oggi è tra i clienti di una startup che ha partecipato al programma di accelerazione lo scorso anno: si chiama Elaisian e ha messo a punto un sistema di monitoraggio dedicato alle produzioni olivicole, un device salvaulivi.

Ma nel mondo agroalimentare ci sono belle opportunità anche più focalizzate su aspiranti imprenditori. Come il premio Ancalau di Bosia, in provincia di Cuneo. E’ un torneo promosso da Oscar Farinetti di Eataly (il bando si scarica dal sito dell’azienda). L’obiettivo è incoraggiare lo spirito creativo dei giovani insieme alla capacità di ideare progetti sviluppabili.

In palio per il vincitore ci sono 10mila euro, tutor e assistenza per la “concretizzazione”, un’opera dello scultore bosiese Remo Salcio, in pietra di Langa e visibilità. Per partecipare c’è tempo fino al 27 maggio.

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